Le prime luci del mattino


Ho letto questo romanzo di Fabio Volo per necessità di analisi su un fenomeno letterario che, senza ombra di dubbio, è la sintesi dei tempi attuali. Non nascondo di aver trovato difficoltà a scriverne la recensione. Di solito sono in grado di stabilire se un libro mi è piaciuto o no, o se lo stesso porti comunque con sé un messaggio importante necessario da recepire, per quanto poi incontri o meno i miei gusti personali.
Le prime luci del mattino è una sorta di diario confessione da parte di una donna che, arrivata ad un certo punto della sua esistenza, si rende conto di aver compiuto numerosi errori nel passato. Elena ci svela così le sue fragilità ed i suoi timori, raccontandosi attraverso delle esperienze che potrebbero incarnare il comune senso di disagio che sempre più spesso le donne, ma anche le coppie di oggi, provano nel proprio vuoto esistenziale. Pertanto, che sia più o meno condivisibile, non si può che apprezzare il coraggio della protagonista nel mettersi tanto in discussione, alla ricerca della propria affermazione come donna e di una consapevolezza che, di norma, si raggiunge soltanto attraverso una dolorosa crescita interiore. Ma c’è qualcosa che non mi convince. La protagonista e chi le sta intorno, il marito, il cognato, le sue amiche, soffrono di un male comune che è quello dell’incomunicabilità, ma questo per quanto evidente non viene mai sviscerato.
L’amante, di cui non viene svelato neanche il nome, che sembra risvegliare non solo i sensi ma anche la necessità di consapevolezza di Elena, perpetua nel medesimo errore. I due si incontrano, si amano con passione, si lasciano andare a giochi erotici ma, mai, parlano. La loro condivisione è meno che zero. E tutto questo avviene nel più banale dei modi.

La povera Elena passa così da un rapporto vuoto e distratto, con un marito che sembra non possedere nemmeno una qualità (il che è veramente poco realistico!) ad un rapporto che, invece, soddisfa esclusivamente le proprie impellenze fisiche. Avrei apprezzato la possibilità dell’autore di sviscerare uno dei mali più attuali, l’incomunicabilità tra uomo e donna appunto, in modo più approfondito invece di sorvolare sullo stesso come se fosse l’ultimo problema della protagonista che si racconta attraverso una voce, pur sempre maschile.
Un romanzo, quindi, sicuramente fortunato ma che poteva dare qualcosa in più, se solo si fosse prestata un’attenzione diversa, più reale, concreta e profonda alla crescita personale della protagonista, che invece continua a passare attraverso la propria proiezione negli uomini che incontra durante la sua vita. Mi piacerebbe augurare alla fragile Elena di comprendere innanzitutto quanto importante sia lei per se stessa, come persona, come donna, sciogliendosi definitivamente dall’obbligo di incarnare necessariamente un ruolo, che sia quello di moglie, amante o compagna di qualcuno.

Le prime luci del mattino, 4.0 out of 10 based on 4 ratings

Editore: Mondadori
Pagine: 252
Prezzo: 19,00


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